Invalidità civile: le percentuali e i lori benefici.

Invalidità civile: le percentuali e i lori benefici.

L’invalidità Civile, quando viene riconosciuta dall’apposita commissione territoriale, comporta alcuni benefici. I benefici variano in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Vale sempre la pena di ricordare che la percentuale di invalidità si riferisce alla percentuale di riduzione delle capacità lavorative. Si tratta quindi di una combinazione di una patologia con i suoi effetti sul piano lavorativo, e mai di un mero riconoscimento di una malattia (LEGGI QUESTO APPROFONDIMENTO).

In sintesi, gli scaglioni di percentuale di invalidità e relativi benefici:

Da 0% a 33% di riduzione della capacità lavorativa: la persona non è invalida, può lavorare e non ha diritto ad alcun beneficio.

Dal 34% in poi: la persona è invalida. Può beneficiare di protesi e ausili in base alla specifica patologia per cui è riconosciuta invalida, e comunque inclusi in un elenco nazionale (nomenclatore). Esempio: una persona riconosciuta invalida solo per l’amputazione di un braccio, non può avere un apparecchio acustico.

Dal 46% in poi: la persona ha un livello di invalidità sufficiente per giustificare l’inserimento in un percorso preferenziale di ricerca del lavoro e di collocamento mirato, ai sensi della Legge 68/99. Va posta particolare attenzione all’atto della domanda di invalidità civile, perché occorre richiedere esplicitamente anche i benefici previsti per il collocamento lavorativo mirato. Generalmente ci si rivolge ad un patronato, che presenta contestualmente alla richiesta di invalidità civile anche quella di collocamento mirato, ma è sempre bene sincerarsene: non sono pochi i clienti che arrivano in studio con il riconoscimento del 47% di invalidità civile, ma non hanno presentato richiesta specifica per i benefici di cui alla legge 68/99 e quindi devono attendere altri mesi per vedere effetti pratici.

Dal 51%: si inizia ad accedere al congedo straordinario per curare la patologia per cui si è ottenuta l’invalidità, ma solo se il CCNL con cui si è assunti lo prevede. Ovviamente questo beneficio non ha alcun significato per autonomi e liberi professionisti.

Da 67%: esenzione parziale dal ticket. Benefici sui trasporti pubblici con indice ISEE inferiore a 16.000 euro: si paga una quota ridotta di abbonamento.

Da 75%: Si percepisce l’assegno mensile. Viene concesso alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, se prive di lavoro e con un reddito ridotto. L’assegno di Invalidità è incompatibile con altre pensioni: cessa e viene sostituito da altre forme di pensione al raggiungimento dell’età pensionabile. Per chi supera i 65 anni d’età è previsto l’assegno sociale dell’INPS.

100%: Ausili e protesi connessi alla patologia vengono forniti gratuitamente, e c’è esenzione totale dal ticket in base alla patologia. Se è presente capacità lavorativa residua (a volte succede), si viene inseriti nel circuito del collocamento obbligatorio mirato. I trasporti pubblici sono gratuiti (occorre richiedere apposita tessera) e in molti Comuni sono presenti agevolazioni aggiuntive.

Con il 100% di invalidità si può ottenere l’indennità di accompagnamento, che è un beneficio economico che ha il senso di coprire le spese di assistenza della persona incapace di compiere da sola le attività della vita quotidiana.